Archive for January, 2009

How does our garden grow? A guide to community garden success

Thursday, January 29th, 2009

Laura Berman
FoodShare Metro Toronto, 1997

Ecco un’altra segnalazione di un manuale del community gardening, questa volta dall’Ontario, in Canada. Si tratta di un piccolo libretto pubblicato da FoodShare, organizzazione nata a Toronto negli anni Ottanta con l’obiettivo di fornire un servizio di emergenza di ridistribuzione di cibo e risorse primarie. Nel tempo, ma nell’ottica dei suoi obiettivi originari, FoodShare ha cominciato ad avviare iniziative che sviluppassero sistemi di auto-aiuto, cucine collettive e community gardens per dare alla collettività dei benefici a lungo termine e non solo degli interventi tampone. Al suo interno il learning center, che sviluppa la parte di formazione e servizi educativi, ha un community garden program, che organizza workshop e corsi di formazione sulla gestione e l’avviamento dei giardini collettivi, un centro di documentazione e un servizio di toolbox online, su come iniziare un c. g., sul tema del giardinaggio con i bambini o con i disabili e molto altro ancora.

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Community Gardening

Wednesday, January 28th, 2009

a cura di Ellen Kirby, Elizabeth Peters
Ed. Brooklyn Botanic Garden
July 2008

Il Brooklyn Botanic Garden lavora su questo tema da anni. Attraverso il programma di orticoltura collettiva GreenBridge, dal 1993 condivide le proprie risorse e conoscenze e offre supporto a tutte le inziative di community gardening di Brooklyn e non solo. Il libro include, oltre a una approfondita descrizione del fenomeno, consigli pratici (per principianti e non) ed esempi e modelli che potrebbero essere di grande ispirazione anche per noi, oltreoceano.

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BADILIBADOLA: PRESENTAZIONE UFFICIALE

Wednesday, January 28th, 2009

BadiliBadola con Michela Pasquali 

Il 17 Ottobre 2008
al Circolo dei Lettori a Torino

Ha avuto luogo l’incontro con Michela Pasquali autrice di “Guerrilla Gardens: Giardini a Manhattan“. Il verde “altro” che nasce dal basso. New York e Torino a confronto.
Sono intervenuti l’urbanista Flavia Bianchi e il gruppo di “guerriglieri verdi” torinesi Badili Badola.

I Badili Badola per l’occasione, hanno presentato il nuovo video Movimento di EcoAzioni a Torino nel corso del programmma 11° Film Festival Cineambiente.

badilibadola

La Stampa 08-01-2009

Badili Badola: Torino più verde a colpi di rastrello
SEGNALATO DA MARA DALMAZZO

Badile: arnese tipo vanga. Badola: bighellone, fannullone, un pò tardo. Hanno scelto un nome più che piemontese, Badili Badola, i ragazzi del MeetUp di Beppe Grillo. Sulla scorta del movimento Guerrilla Gardening nato negli anni 70 negli Stati Uniti, tentano di rendere più verde e bella Torino a colpi di rastrello.
Piantano, rigorosamente notte tempo, fiori colorati, ortaggi e piante da frutto nelle zone degradate delle città, negli angoli abbandonati. A volte ripulendole dalla sporcizia, dalle cartacce, per ridare alla terra di tutti una nuova vita. Ne abbiamo parlato con Isabella, membro attivo dei Badili Badola.

A Torino
Isabella Z. mi racconta che il gruppo è nato intorno al 22 ottobre 2007, collaborando con i milanesi di guerrillagardening.it. Ad oggi il gruppo conta una quindicina di partecipanti. Non ha sede fissa: i Badili Badola si incontrano a casa di uno dei membri. Chiedo notizie di un sito di riferimento, e Isabella mi risponde che è in fase di costruzione, sarà visibile a tutti e vi saranno illustrati via via i nuovi progetti.

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22publishing ha il piacere di annunciare l’uscita del libro:

Thursday, January 22nd, 2009

Vi chiedo qualche secondo per raccontarvi la storia dell’immagine qui allegata:
“Quando una casa automobilistica dichiara i dati riguardanti l’impatto ambientale dei propri modelli si preoccupa solo di mettere i dati relativi all’inquinamento atmosferico. Mai nessuno si sognerebbe di scrivere quanta polvere viene prodotta dall’attrito delle pastiglie dei freni sui relativi dischi, perché infinitesimale, trascurabile.
Ma in un’area di parcheggio come questa durante una pioggia le polveri, le perdite d’olio, la ruggine vengono trasportate e convogliate nei canali di scolo e tutti questi elementi che presi singolarmente e su lunghe distanze possono considerarsi trascurabili possono diventare agenti contaminanti delle falde acquifere.”
(questa è una delle tantissime storie sul nostro pianeta narrate in questo libro; mi ha colpito scoprire l’impatto dello sviluppo umano attraverso la fotografia aerea: un inconsueto percorso attraverso immagini esteticamente affascinanti capaci di farci riflettere attentamente sul nostro stile di vita quotidiano)

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Carosello ovvero quando si semina, ma arriva qualcun’altro a raccogliere

Wednesday, January 21st, 2009

Il tema del guerrilla gardening è stato usato per due grosse campagne pubblicitarie del 2008: una della *didas e l’altra della *olumbia Sportswear (sicuramente riuscite a decifrare i due nomi senza troppa fatica). Subvertising e guerrilla marketing non sono novità, l’utilizzo di pratiche virali nate dal basso, in contesti non profit e di temi sociali per vendere prodotti nemmeno. E’ già successo e continuerà a succedere. Ultimamente molte aziende si ammantano di eco sensibilità, anche se - penso - per essere credibili, piuttosto che semplicemente autoproclamarsi ecologiche, dovrebbero certificare le proprie attività in quella direzione. Le due campagne di cui sopra hanno provocato in me un cortocircuito di pensieri contraddittori e impazziti. Ora, che è passato un po’ di tempo, provo a parlarne con la mente un po’ più fredda, dopo aver sbollito la frustrazione e la sensazione di impotenza che mi aveva colpito all’inizio. Non che sia scomparsa del tutto, certo…

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