La protesta del bosco vecchio contro la strada e la ferrovia
Thursday, November 19th, 2009MILANO pianta “boschetti di benvenuto” attorno alla città per rinverdire in modo naturale il suo territorio. Ma poco più in là i boschi li abbattono per far spazio a una strada e a una ferrovia. Una bretella di un chilometro e mezzo che andrà a devastare con il suo impatto un’ area boschiva integra nel Parco del Ticino. La via, che poteva essere evitata optando per altre soluzioni, fa parte di un progetto legato allo sviluppo di Malpensa. ESI realizzerà comunque, anche adesso che l’ aeroporto è ormai solo un ex hub. È quello che sta accadendo a Robecchetto con Induno e a Turbigo, dove sono partiti gli espropri dei terreni. Con gli espropriati pronti a dar battaglia attraverso uno studio legale per far valere i loro diritti. La storia parte da lontano, dal raddoppio delle Ferrovie Nord sulla tratta Saronno-Novara. Le rotaie a binario unico passano già al centro del paese di Turbigo: il raddoppio serviva a sostenere il traffico di più convogli per i passeggeri che, andando a Torino da Malpensa, potevano prendere la bretella ferroviaria Malpensa-Novara e da qui le linee ad alta velocità. Non ci saranno più convogli, non ci saranno più passeggeri, e neppure i previsti treni merci, visto che pure Cargo City viene trasferita a Montichiari. Ma l’ opera ha avuto l’ ok e inizierà l’ anno prossimo dopo lunghe battaglie.


