La Stampa 26 agosto 08
September 3rd, 2008EL PAIS - supplemento AMBIENTE
September 3rd, 2008I danni provocati dalla moda low cost da La Repubblica 26/08/08
August 26th, 2008
Un’inchiesta del Guardian denuncia i danni provocati dalla moda low cost
Fra le cause, i pesticidi utilizzati nelle piantagioni di cotone e la qualità dei tessuti
“McFashion” fa male al pianeta
così inquina l’abito usa e getta
di SARA FICOCELLI

L’HANNO battezzata “fast fashion” perché i segreti del suo successo sono gli stessi che rendono immortale il cheeseburger: piace, costa poco e si consuma in fretta. Al prezzo di una maglia da boutique puoi comprarne 20 e cambiarne una al giorno per quasi un mese, sfamando il tuo bisogno di essere cool a morsi da 10 euro.
Questo meccanismo non alimenta solo lo sfruttamento della manodopera, spesso minorenne, ma inquina l’ambiente in modo silenzioso e progressivo. La denuncia arriva dal quotidiano britannico The Guardian che spiega quali siano i danni collaterali della moda usa e getta. Il tabloid riporta i dati raccolti dalla Defra (Department for Environment, Food and Rural Affairs) che ha analizzato l’impatto ambientale di diversi materiali tessili a basso costo. E secondo la quale la “McFashion”, con il suo menu a base di jeans&T-shirt, produce ogni anno oltre 3 milioni di emissioni di diossina.
Difficile però contrastare un mercato che vive grazie alla riduzione del potere d’acquisto, capillarizzato con negozi in franchising da Londra a New York, che non segue la moda ma la detta. Star come Jennifer Lopez e Madonna hanno disegnato la linea di queste collezioni, Kate Moss è stata loro testimonial e il tutto è reso ancora più appetibile da un assortimento pazzesco. Le magliette vendute a 5 euro vengono per lo più fabbricate nei Paesi asiatici e sono fatte in cotone e poliestere. Questo mercato copre l’80% della produzione tessile del pianeta e attutisce i costi di spedizione coast to coast consentendo di risparmiare sulla qualità delle materie prime. Vietato però generalizzare e puntare il dito contro un sistema che dà lavoro a milioni di persone e permette a tutti di vestire alla moda. Alexandra Shulman, editorialista diVogue nel Regno Unito, è a favore della “cheap fashion”: “Basta colpevolizzare le case produttrici di moda, trovo meraviglioso che si possa acquistare un vestito da sera per 20 sterline e cambiare abito ogni volta che si vuole. Provate a regalare a una teenager una costosa maglia di qualità: la indosserà una volta e poi tornerà a comprare quel miniabito floreale in fibra sintetica che ha visto in centro… Come darle torto!”.
Insomma, secondo la giornalista del prestigioso magazine femminile, la moda usa e getta fa bene all’umore e al portafogli, due aspetti da non sottovalutare nell’era del trionfo degli psicofarmaci.
Daniela Tramontano è invece l’ideatrice del progetto “Il filo che unisce“, concorso italiano sulla moda etica e sostenibile che nasce per sensibilizzare designer e consumatori a un approccio etico all’abbigliamento. “Ci sono aziende come la Remei AG che coltivano in India cotone biologico - spiega - nei Paesi asiatici c’è un tasso di suicidi altissimo dovuto alle condizioni in cui si è costretti a raccogliere il cotone, coltivato con pesticidi che provocano tumori e altre malattie. Una maglietta venduta a 10 euro cela un mondo di inguistizie e danni ambientali che noi possiamo solo intuire”. …
Giovanni fotografa a Montreal uno dei numerosi giardini urbani
July 17th, 2008critical garden e landgrab su Il Metrobosco
July 9th, 2008
Il Metrobosco è un progetto pilota del Piano Strategico della Provincia di Milano “Città di Città”, ideato dalla direzione centrale Risorse Ambientali, dal Parco Agricolo Sud Milano e Multiplicity.lab, laboratorio sulle trasformazioni territoriali del DiAP-Politecnico di Milano.
On Guerrilla Gardening
July 7th, 2008
Richard Reynolds, On Guerrilla Gardening: A Handbook for Gardening Without Boundaries, Bloomsbury Publishing, 2008
CriticalCity: piacere di conoscerci
July 5th, 2008Mi presento: sono Augusto, uno dei creatori di CriticalCity, il primo gioco di collaborazione urbana in italia.
La nostra idea è quella di riappropriarci degli spazi pubblici e riportare il gioco all’interno della città. CriticalCity è una rete di giocatori e di sfide, missioni, prove di abilità e creatività. Tutto rigorosamente offline…nel senso che il sito serve per organizzarsi e conoscersi ma il gioco è nel mondo fisico: non è un videogioco!
Ad esempio una delle nostre missioni si chiama “esplorazione urbana” e i nostri giocatori si sono cimentati per la prima volta in questa esperienza fantastica.
Altre missioni sono nel campo del sociale, altre artistico, altre ancora dell’ecologia…
In questo senso ci piacerebbe collaborare con voi: sarebbe possibile partecipare ad una delle vostre “spedizioni”?
Intanto vi lascio l’indirizzo del nostro sito: www.criticalcity.org
E’ ancora una beta privata ma usando il link che vi ho dato entrate
direttamente nel sito e potete dare un’occhiata…
Orti insorti
July 4th, 2008Design and Landscape for People
July 4th, 2008 
Clare Cumberlidge and Lucy Musgrave, Design and Landscape for People. New Approaches to Renewal, Thames and Hudson, 2007





